La mostra è pensata come un viaggio per immagini attraverso i luoghi percorsi dal generale e filtrati attraverso la sua personalità e la sua cultura: il pubblico è accompagnato dallo stesso Annibale (ideale voce narrante) e da grandi “cronisti” del mondo antico (come Polibio, Tito Livio, Appiano), e contemporaneo (come Giovanni Brizzi, Paolo Rumiz).

I luoghi del viaggio di Annibale segnano le tappe fisiche e insieme simboliche del percorso della mostra: prima l’Africa, poi la Spagna, il valico dei Pirenei, la Gallia, le Alpi, l’Italia settentrionale, il passaggio degli Appennini, la discesa in Puglia verso l’epica vittoria finale di Canne.

Il personaggio Annibale viene raccontato non soltanto nella fisionomia tradizionalmente nota, di storico avversario di Roma, ma come l’artefice di uno straordinario epico viaggio tra l’Africa e l’Europa; nel racconto sono centrali i temi del suo rapporto con la guerra, con i soldati, con le popolazioni italiche con cui venne a contatto e, soprattutto, con i luoghi attraversati.

Raramente qualcuno nel lasciare la patria per andare in esilio apparve mai tanto triste quanto si racconta sia stato Annibale nel partire, abbandonando una terra nemica. Si dice che spesso si sia voltato indietro a guardare le coste dell'Italia, accusando gli dei e gli uomini…

(Livio XXX, 7-8)